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CASTAGNO - FIORENTINO

CARATTERISTICHE: 

Appartiene alla categoria dei Marroni, che si distinguono dalle castagne comuni per diversi fattori qualitativi. La maturazione avviene solitamente nella seconda metà di ottobre. Il frutto è di pezzatura medio-grande, con una forma ellissoidale e una buccia (pericarpo) di colore marrone rossiccio con striature scure molto evidenti.

 

IL FRUTTO (Perché è speciale):

  • Sapore: La polpa è color crema, croccante, dolce e molto profumata.

  • Facilità di pelatura: La pellicina interna (episperma) non penetra quasi mai all'interno del seme, rendendolo facilissimo da sbucciare una volta cotto.

  • Qualità: Presenta una percentuale bassissima di frutti settati (ovvero quando il seme è diviso in due o tre parti da solchi della pellicina).

 

RESISTENZA E AMBIENTE: 

Il Castagno Fiorentino è una pianta vigorosa e maestosa, ma ha esigenze specifiche legate all'altitudine e al suolo:

  • Altitudine: Il suo habitat ideale è la collina o la media montagna (dai 300 agli 800-900 metri). A quote troppo basse soffre il caldo secco, a quote troppo alte le gelate precoci.

  • Terreno: Esige terreni acidi o sub-acidi (silicei). Non tollera assolutamente i terreni calcarei o quelli argillosi dove l'acqua ristagna, che causano il marciume radicale (mal dell'inchiostro).

 

CONSIGLI PER LA PIANTAGIONE: 

Il periodo ideale per la messa a dimora va da novembre a marzo.

  • Esposizione: Ama le posizioni fresche ma ben illuminate. Nelle zone del Centro-Sud, l'esposizione a Nord o Est è spesso la migliore per garantire il giusto grado di umidità.

  • Distanza: Essendo un albero che diventa monumentale, ha bisogno di molto spazio (almeno 8-10 metri tra una pianta e l'altra).

  • Impollinazione: Il Marrone Fiorentino è maschio-sterile (non produce polline attivo). Per fruttificare ha assolutamente bisogno di avere nelle vicinanze varietà impollinatrici, solitamente castagni selvatici (euro-giapponesi o selvatici locali).

 

MANUTENZIONE: 

La potatura è fondamentale nei primi anni per impostare la chioma (forma a vaso aperto) e successivamente per eliminare i rami secchi o quelli colpiti dal Cinipide (la vespa del castagno), sebbene oggi la lotta biologica abbia ridotto drasticamente questo problema.

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